Legno Metallo e Stoffa… tre elementi per l’anima e la tradizione dell’Opera dei pupi siciliani.

Di legno sono  la testa, gli avambracci, mani, busto e gambe. Di metallo i giunti  che uniscono le gambe al busto e  le ginocchia, l’asta che serve a sorreggere il pupo  e una seconda asta in metallo inserita nella mano destra. Di stoffa le braccia.

L’opera dei pupi siciliani è un’altra faccia della tradizione di quella meravigliosa isola che è la Sicilia. Dal maggio del 2001 l’opera dei pupi è stata dichiarata dall’Unesco capolavoro del patrimonio orale e materiale dell’umanità.

L’opera dei pupi tratta narrazioni  delle epiche gesta di Orlando delle Crociate e dei Paladini di Francia in lotta contro i Saraceni, dei quali avevano scritto maestri della letteratura Italiana come Ariosto, Boiardo e Tasso.  Storie religiose e di briganti interpretate attraverso marionette circa alte un metro che dalla Spagna nel seicento arrivarono a Napoli e poi importate in Sicilia dove dalla metà dell’800 l’Opera dei Pupi si diffuse in tutta l’isola andando in scena in piccoli teatri o all’aperto nelle piazze.

L’Opera dei Pupi assume anche una valenza propagandistica dove attraverso i racconti cavallereschi il popolo che seguiva l’Opera trova nei protagonisti gli eroi per la lotta  contro i Borboni per liberare la Sicilia oppressa dagli stranieri.

I personaggi hanno un diverso abbigliamento in base al loro ruolo, pensando all’Opera dei Pupi viene immediatamente alla mente Orlando il più valoroso dei paladini di Carlo Magno le cui imprese eroiche sono cantate alla fine dell’XI secolo nella Chanson de Roland.

I pupari siciliani realizzavano le loro opere in base a due differenti scuole quella palermitana sicuramente la più diffusa e quella catanese. I pupi realizzati in base a queste due scuole di pensiero seguono criteri diversi dalle articolazioni che ne determinano poi i movimenti e la capacità scenica, quelli di Palermo più snodati e quindi che consentono movimenti più aggraziati, alcuni possono muovere anche gli occhi, all’altezza dei pupi tra gli ottanta centimetri  e il metro con un peso di circa 13 kg quelli palermitani e tra un metro e trenta centimetri e fino circa 30 kg quelli di Catania! I pupi palermitani sono costruiti in modo che durante i combattimenti la testa di alcuni pupi può cadere mentre quelli catanesi si riconoscono perché hanno gli arti inferiori bloccati e la spada è fissata alla mano destra. Queste e altre  caratteristiche determinano anche gli spazi scenici e gli allestimenti per cui più piccoli quelli palermitani con panneggi decorati, mentre reali quelli nell’allestimento catanese.

Grazie all’attività di ricerca dell’opera di Antonio Pasqualino che nel 1965 fonda l’Associazione per la conservazione delle tradizioni popolari, nasce il Museo a cui è stato dato il suo nome nel 1995. Qui si possono ammirare oltre ai pupi, i testi di scena, i materiali di uso per i teatrini e gli arredi, modellini e figurini originali.

Se siete un po’ curiosi di conoscere quest’antica tradizione non solo di pupi siciliani, ma scene e racconti dalle tradizioni popolari di tutto il mondo saranno protagonisti del XXXVI FESTIVAL DI MORGANA “I FILI DELL’OPERA”, a Palermo da 4 al 20 Novembre 2011 Museo Internazionale delle Marionette Antonio Pasqualino.

Potete pernottare in un albergo o case vacanze vicino al Museo delle marionette di Palermo facendo una ricerca sul booking di expedia e non dimenticatevi le numerose offerte per il capodanno

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